Turismo? Nel futuro il settore sarà governato da donne giovanissime

turismo e le donne

Donna, giovane, linguisticamente preparata e digitalmente all’avanguardia: è questo l’identikit dell’operatore turistico in un futuro relativamente prossimo. È quanto emerge dall’ VIII rapporto dell’Osservatorio sul Mercato del lavoro pubblicato dall’Ebnt (Ente bilaterale nazionale del turismo) ed elaborato su dati Federalberghi-Fipe.

Secondo l’indagine, il lavoratore nel turismo è prevalentemente under 40 (lo sono oltre il 70% degli addetti al mestiere ) mentre gli over 60 non arrivano al 10%. Nella disamina geografica Puglia, Calabria e Sicilia, le regioni in cui il turismo estivo è maggiormente sviluppato, sono invece quelle con la maggiore incidenza degli under 40: (oltre sette dipendenti su dieci hanno infatti meno di quarant’anni).

I lavoratori più «maturi» sono  presenti invece nelle imprese delle regioni considerate meno turistiche ovvero Lombardia ed Emilia-Romagna. Fortissima, infine, l’incidenza femminile che supera il 65% , con una vistosa predominanza nelle agenzie di viaggi e stabilimenti termali, dove superano il 75%. Insomma, chi non conosce bene le lingue, non è smart, non è pratico di motori di ricerca e applicazioni e prenotazioni online è ormai decisamente out.

Se poi si ha la possibilità di farsi aiutare da una donna o si ha la possibilità di parlare al telefono con una voce femminile, che magari se la cava bene anche con più di una lingua, tutto di guadagnato. Sarà anche per questo, forse, che il settore turistico è sempre più popolato in Italia da donne giovanissime. Purtroppo pesa ancora troppo la stagionalità: secondo lo stesso dato è infatti emerso che tra bassa stagione (da novembre a marzo) e alta stagione (da giugno a settembre), la differenza media dell’occupazione quantificabile è pari a 275 mila unità.

In generale il settore in Italia ha raggiunto l’11,8% del pil nazionale garantendo 3,1 milioni di unità di lavoro per un giro d’affari complessivo di 171 miliardi di euro. Oltre 964mila lavoratori e 171mila aziende rappresentano la forza del comparto composto da alberghi, campeggi, bar, ristoranti, stabilimenti balneari e termali, discoteche, agenzie di viaggi e parchi divertimento.

Nessuna discriminazione, insomma, sarà anche perché è un lavoro stagionale, e dunque inadeguato al mantenimento tutto l’anno di una famiglia, ma l’operatore turistico è sempre più considerato un lavoro femminile. Tale e l’abilità delle under 30 che, nell’arco di pochi anni, i vecchi responsabili di tour operator sono stati praticamente fatti fuori.

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