Come funziona la prostituzione in Germania

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Anche se il tema è particolarmente “ambito”, non tutti sanno che in Europa ci sono alcuni Paesi in cui la prostituzione è un’attività legale e regolamentata, sotto il profilo sanitario e fiscale (tra gli altri). Ebbene, uno di questi “mercati del piacere” è la vicina Germania, dove una proposta di legge del 2002, successivamente approvata dalla maggioranza del Bundestag, ha eliminato il divieto di favoreggiamento della prostituzione, andando a sancire il principio di legge secondo cui la prostituzione non dovesse più essere considerata un’attività immorale.

Come ci ricorda il sito internet Gnoccatravels, tra i massimi punti di riferimento italiani in questo campo, le novità di legge hanno favorito la nascita e lo sviluppo di veri e propri bordelli legali, come – tra i più noti – il FKK Artemis Berlino, dove tantissimi locali e stranieri quotidianamente usufruiscono dei servizi qui presenti. Di fianco a ciò, continua altresì a proliferare un’attività di organizzazione completamente autonoma delle prostitute, che a volte preferiscono esercitare la propria professione in modo singolo, piuttosto che all’interno di un’organizzazione più strutturata come quella che può essere ad esempio offerta dai FKK.

Tornando al funzionamento della prostituzione in Germania, l’occasione ci è sicuramente utile per poter ricordare come le professioniste del sesso possano alternativamente lavorare come dipendenti (e dunque in titolarità di un normale contratto di lavoro) o come lavoratrici autonome. Se lavorano all’interno di strutture, tali case d’appuntamento dovranno essere regolarmente registrate, e dovranno evidentemente rispettare le altre norme di legge per la somministrazione di cibo e di bevande alcoliche, ove previste.

Per quanto concerne le prostitute, tali professioniste saranno tenute al pagamento delle imposte sul reddito e dell’IVA sui propri servizi. Al fine di contenere l’evasione fiscale che, in questo settore, è comunque abbastanza elevata (la maggior parte dei “regolamenti” avvengono in contanti), alcuni land come quello di Berlino hanno previsto che le prostitute paghino anticipatamente un certo ammontare quotidiano, che viene riscosso direttamente dai gestori delle strutture.

Ancora, ricordiamo come la legge abbia previsto che ogni municipalità abbia la facoltà di individuare specifiche zone dove è possibile esercitare, e non esercitare, la prostituzione. In tale ambito, Berlino è sicuramente la municipalità più aperta, considerato che è possibile esercitare la prostituzione praticamente ovunque, contrariamente a quanto avviene ad esempio ad Amburgo, dove la prostituzione di strada è permessa solo nel Reeperbahn in alcuni orari della sera.

Anche a Monaco ci sono maggiori restrizioni: non è ammessa la prostituzione nel centro cittadino, e i controlli sono abbastanza serrati. A Lipsia la prostituzione di strada è illegale quasi ovunque, e in buona parte delle città di più piccole dimensioni i centri e le zone residenziali sono generalmente precluse a queste attività.

Insomma, buona regola vuole che il turista che cerca tali esperienze nel mercato tedesco abbia la corretta abitudine di informarsi adeguatamente prima di arrivare in loco, al fine di evitare spiacevoli sorprese che, considerata la rigorosità delle normative di legge in questo ambito, potrebbero essere particolarmente salate in termini di sanzioni.

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