Al di là della Uncanny Valley

intelligenza virtuale

La realtà a volte supera la fantasia. Ed è per questo che in una società in continuo cambiamento come quella moderna, nella quale i valori antichi contano poco e il ruolo degli uomini è sempre meno rilevante, l’avvento in grande scala dei robot può rappresentare una rivoluzione importante e una spaccatura degli equilibri prestabiliti.

Adesso che si è pensato addirittura alla creazione di un robot maggiordomo per aiutarci nelle faccende di casa, il pensiero riguardo l’empatia con gli androidi prende una piega differente dalla solita, anche per quanto riguarda i videogiochi più realistici.

Per analizzare la situazione attuale occorre citare lo scenario ipotizzato dallo scienziato giapponese Masahiro Mori, una figura importante nel campo della robotica in Giappone, che sottolinea come un possibile affetto che un umano può sentire nei confronti di un robot possa scemare mano a mano che questo assuma sempre più l’aspetto antropomorfo.

Questa “valle del perturbante” nella quale i robot si avvicinano pericolosamente agli uomini è un concetto ritornano in auge con l’avvento dell’era dell’IA, che ripropone i dubbi filosofici e deontologici del rapporto tra robot e umani.

uncanny valley

Siccome nel mondo raffigurato da Mori nella ‘valle perturbante’, dall’affetto estremo per un robot si può passare bruscamente all’avversione verso lo stesso, questo scenario immaginario arriva ad essere una rappresentazione inquietante, ma possibile, di un mondo parallelo nel quale le macchine arrivano quasi ad avere un’anima e dei propositi personali, alla stregua di un essere umano.

Un fatto questo che dovrà sicuramente essere tenuto in considerazione dagli sviluppatori di giochi e applicazioni per smartphone, un settore che sta sempre di più sfruttando i benefici della realtà virtuale e dell’IA. L’integrazione di questi elementi all’interno di giochi per console o d’intrattenimento online ha contribuito alla creazione di assistenti virtuali che, per il momento, non sembra stiano creando alcun effetto negativo nei giocatori.

In particolare, questo tipo di figura digitale ha anzi avuto un grande successo tra i giocatori d’azzardo, che si affidano a croupier virtuali per dritte sul gioco oppure per un’esperienza di gioco più reale e simile a quella dal vivo.

Rimane comunque da monitorare lo sviluppo delle reazioni a queste tecnologie mano a mano che i giochi diventano sempre più simili alla realtà, dal momento che anche gli sviluppatori di videogiochi più esperti stanno esplorando un territorio ancora sconosciuto, in cui non si conosce del tutto né l’avversario né la forma che questo potrebbe assumere.

intelligenza virtuale

La soluzione più plausibile al momento è quella di entrare in questa “Valle del perturbante” con i piedi di piombo, monitorando continuamente lo sviluppo graduale delle tecnologie e quello delle reazioni umane. La tecnologia deve andare sempre di pari passo con le possibilità e le esigenze umane, in modo che gli uomini possano sempre tenere il controllo della situazione.

D’altronde, le macchine sono state create dagli uomini, e imparando ad apprezzare il loro operato ma senza dipenderne eccessivamente, chiunque arrivi a passare un giorno per la Uncanny Valley potrà uscirne indenne in qualsiasi momento.

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