Come aprire un ostello: idee, costi e burocrazia

Come aprire un ostello

Sogni di aprire un ostello per mettere a frutto un immobile o per offrire a tanti giovani le bellissime esperienze che hai vissuto tu in giro per il mondo?

In questa guida ti spieghiamo come fare, a chi rivolgerti, quanto ti costerà e quali saranno le difficoltà.

Come ben saprai, gli ostelli sono strutture essenziali, che richiedono facilità di pulizia e tanto spazio.

Il primo passo, dunque, non è l’arredo bensì una ristrutturazione intelligente.

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Aprire un ostello: perché è vantaggioso?

Il motivo per cui aprire un ostello è vantaggioso è presto detto: è un business che non tramonta mai.

I voli low cost, l’interrail o servizi come BlaBlaCar hanno sdoganato anche mete molto lontane: spostarsi è facile ed economico ma, in tempi di crisi, nessuno è più disposto a spendere cifre proibitive, in resort di lusso o viaggi organizzati.

Ecco che entrano in gioco gli ostelli: soluzioni intramontabili e, per questo, considerati un ottimo business per chi ha un immobile da adibire e una discreta somma da investire.

Gente che va e che viene ogni giorno, pochi servizi, poco personale e pagamenti automatizzati per un giro di denaro costante.

Inteso che si tratta di un buon business e capito come risparmiare sulla ristrutturazione di un immobile di proprietà, procediamo con gli aspetti burocratici.

Requisiti per aprire un ostello

Secondo la legge italiana basta non aver mai avuto un’attività dichiara interdetta o fallita.

Nel progetto, e qui torniamo brevemente alla ristrutturazione, bisogna prevedere una serie di aspetti quali:

  • stanze di una certa ampiezza
  • bagni per tot numero di ospiti
  • cucina
  • niente barriere architettoniche

Per quanto riguarda gli aspetti fiscali, invece, i requisiti sono:

  • Partita Iva
  • Iscrizione al Registro delle Imprese
  • Iscrizione all’Inps
  • Iscrizione all’Inail
  • Permesso di apertura
  • Certificato Asl (che attesti il rispetto delle norme igienico sanitarie)
  • Permesso per affiggere l’insegna (indispensabile per farsi trovare?

Aprire un ostello a Roma

Non c’è che dire, aprire un ostello a Roma potrebbe essere l’idea vincente ma vale la pena di ricordare che in Italia non è così semplice come all’estero aprire un ostello.

Nello Stivale, infatti gli ostelli, in qualità di attività extra alberghiere, possono essere gestite solo da aziende no profit.

Si tratta di aspetti tecnici che dovresti far valutare al tuo commercialista in quanto la regolamentazione varia di regione in regione.

Per non fare passi falsi è fondamentale anche avere un business plan, perché è vero che si tratta di un ostello ma è pur vero che le spese iniziali possono essere davvero tante.

Basti pensare alle lenzuola, al servizio di pulizia e lavanderia e alle attività promozionali indispensabili per farsi conoscere, senza considerare i costi, non certo irrisori, di ristrutturazione.

Aprire un ostello in Sicilia

Aprire un ostello in Italia è probabilmente la strada più semplice anche se, si sa, nello Stivale tasse, costi e burocrazia non sono certo dei buoni alleati.

Dovendo orientarsi su una struttura nel Bel Paese, tuttavia, vale la pena scegliere una regione speciale, piena di natura e attrazioni, dalle incredibili potenzialità turistiche e con un clima mite per molto mesi all’anno.

In una parola la Sicilia.

In conclusione, insomma, a meno che tu non abbia già un immobile in un determinato luogo, se stai pensando di acquistarne uno o di prenderlo in affitto le migliori soluzioni sono Roma e Sicilia.

Aprire un ostello all’estero

Se le leggi, le tasse e la burocrazia di scoraggiano, una buona soluzione potrebbe essere quella di aprire un ostello all’estero.

In questo caso l’unica vera difficoltà potrebbe essere la lingua.

Dovendo orientarsi su una soluzione all’estero, vale la pena scegliere posti in cui la tassazione non sia esagerata e la burocrazia poco impegnativa.

Allo stesso tempo è fondamentale trovare località in cui l’affluenza sia notevole, ci siano mezzi low cost ma, allo stesso tempo, non ci sia tantissima concorrenza.

Pensiamo per esempio al Camino di Santiago: è vero che milioni di persone lo percorrono ogni giorno ma è per vero che la rotta principale pullula di strutture convenzionate, mentre uscendo dal tracciato si rischia di essere tagliati fuori dalle rotte turistiche.

Le nostre proposte per aprire un ostello della gioventù, quindi? Portogallo e Canarie

Aprire un ostello in Portogallo

Il Portogallo, non a caso, è una meta sempre più gettonata tra i pensionati, che con piccole possono vivere alla grande vista oceano, senza la necessità di dover rinunciare alle comodità e ai comfort occidentali.

Il Portogallo, tanto a nord quanto a sud, è un posto meraviglioso, sviluppato, con ottimi servizi, bellissimi paesaggi, un tipo di cucina deliziosa e un costo della vita medio basso, almeno in rapporto all’Italia.

I giovani lo adorano ma sono sempre alla ricerca di soluzioni economiche.

Ecco che entrano in gioco gli ostelli.

Aprire un ostello alle Canarie

Ancora più facile e vantaggioso rispetto al Portogallo è l’isola di Tenerife, alle Canarie.

Chi ha già affrontato questo cambio di vita, ovvero aprire un ostello alle Canarie, ha spiegato come le difficoltà maggiori abbiano riguardato non la burocrazia, non la tassazione ma l’individuazione della struttura.

Le case vengono quasi tutte affittate per soggiorni brevi e chi ne ha una difficilmente la cede.

È pur vero che l’isola è popolata anche da molti ricconi che hanno fatto investimenti negli anni d’oro e che, con un po’ di fortuna, sarebbero disposti a trattare.

Quanto alla burocrazia, alle Canarie così come in Spagna, non ce n’è mola ma è pur vero che gli isolani sono abitudinari e non sono abituati al concetto di ostello, del tutto nuovo a Tenerife come nelle altre sette sorelle.

Aprire un ostello costi

Ricapitolando, quali sono i costi per aprire un ostello?

Acquisto o affitto del locale (non è detto che debba essere necessariamente enorme)

  • Ristrutturazione del locale
  • Permessi
  • Insegne
  • Permessi per le insegne
  • Attività promozionali

Aprire un ostello consigli aggiuntivi?

Esistono diversi franchising per aprire un ostello. Il vantaggio è quello di poter coronare il proprio sogno senza sbattersi eccessivamente tra leggi, normative e permessi con cui si ha poca familiarità.

Dopo una prima esperienza per così dire guidata, si può procedere, magari all’estero, con una seconda avventura in totale autonomia.

Si potrebbe finire per diventare addirittura un imprenditore degli ostelli, una figura di grande appeal negli ultimi anni.

Alcuni esempi dono Le Case Incantate e Le Mat franchising.

Un ultimo consiglio? In fase di progetto pensa in grande e sii creativo.

Chi ha detto che gli ostelli debbano necessariamente essere spartani?

Alcuni ostelli da sogno, come riporta il Corriere della Sera, vengono scelti anche da viaggiatori abbienti perché sono di moda o perché hanno destato curiosità e aspettative tali da risultare irresistibili.

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