Vini rossi: scoperta la formula per dare un voto oggettivo alla qualità

vini rossi

L’Amarone, il Montepulciano d’Abruzzo, il Montefalco e il Negramaro, solo per citarne alcuni dei più noti: ogni regione ha la sua eccellenza in termini di vino rosso con l’Italia che si conferma uno dei punti di riferimento internazionali del settore, che potete trovare su siti come www.viniperbacco.com

Ma come si fa a stabilire se una bottiglia o un’annata è migliore rispetto a un’altra? La risposta scientifica a quanto pare esiste ed è stata svelata nei giorni rossi a Frascati durante una tre giorni dedicata alla bevanda più amata dagli italiani e non solo. Secondo quanto riferito da Luca Maroni, analista sensoriale di fama internazionale che da 24 anni pubblica l’Annuario dei vini italiani, questa formula si basa essenzialmente su tre parametri: consistenza, equilibrio e integrità la cui somma dà l’indice di qualità analitica e sensoriale, l’indice di piacevolezza di ogni vino.

Una scoperta sulla quale molti sono ancora scettici che potrebbe rivoluzionare i pareri degli esperti che redigono l’annuario dei vini italiani, considerato per il settore una vera e propria Bibbia consultata praticamente dagli esperti di tutto il mondo.

Questi parametri – ha spiegato l’esperto in un’intervista rilasciata all’Agi – li valuto di ogni vino attraverso l’esame visivo, olfattivo e gustativo del campione in esame. Quanto è ricco e corposo, quanto è equilibrato e morbido, quanto è pulito e non ossidato il gusto-aroma del vino? Guardiamo, odoriamo e assaggiamo il vino valutando la sua consistenza, il suo equilibrio e la sua integrità.

Si è arrivati così alla seguente formula: IQ/P/F = C + E + I      ovvero    indice di qualità/piacevolezza/fruttosità = consistenza + equilibrio + integrità

Ma le formule non sono finite qua. Entriamo dunque nel matematico mondo di Maroni per saperne di più. Che cos’è la consistenza? Essa è l’insieme delle sostanze che costituiscono un vino, il suo estratto. L’estratto secco totale di un vino è l’insieme di tutti i componenti costitutivi, esclusi acqua, alcol e le sostanze che si disperdono con il calore; si ottiene sottoponendo il vino ad evaporazione, perciò corrisponde al peso del residuo fisso misurato in grammi per litro g/l.

Il vino consistente, quindi, è ricco di colore, di profumo, di sapore, ed ha un tatto denso e viscoso. Tanto maggiore è la consistenza dell’uva impiegata, tanto maggiore è la consistenza del vino. Tanto maggiore è la quantità di uva prodotta da una vite, tanta minore sarà la consistenza del vino ottenuto (e viceversa). La consistenza di un vino è in sostanza un pregio raro perché costoso. La situazione di equilibrio, invece, si conforma quando il suo sapore soddisfa la fondamentale equazione dell’equilibrio gustativo che è la seguente:

Eq= Sostanze a Gusto Dolce = Sostanze a Gusto Acido + Sostanze a Gusto Amaro ovvero Eq = SGD = SGAc + SGAm

Seguendo questi parametri alla lettera si arriva poi a dare un voto al vino ed è per questo che, in sintesi, si può dire che la qualità di un vino è individuabile tramite una formula matematica. Esistono vini da 100? Per l’esperto ancora no per cui il maggior punteggio assegnabile, per il momento, è 99.

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