La variabile Monti
di Alessandro Maran | 18/12/2012Tutto considerato, un Pd che potrebbe vincere le elezioni, e che dovrebbe guardare al buon funzionamento del sistema, ha interesse ad avere di fronte un centro solido e non frammentato, con cui poi collaborare.
Quel conservatorismo «progressista»
di Alessandro Maran | 20/11/2012C'è un'agenda conservatrice «progressista» che sta rimodellando la politica del centrodestra in buona parte d'Europa. E lo sviluppo del conservatorismo «progressista» rappresenta una sfida al modo di pensare dei socialdemocratici.
Il nuovo corso di Obama
di Alessandro Maran | 13/11/2012A quanto pare, la strategia elettorale di Obama ha funzionato benissimo. Tutti gli elementi della «Obama coalition» si sono tradotti in numeri clamorosi: donne, ispanici, afro-americani, giovani, gay e lesbiche e «highly educated professionals».
Perché gli Usa votano Monti
di Alessandro Maran | 16/10/2012Le relazioni tra la Casa Bianca e Palazzo Chigi attraversano una fase molto positiva. L'ambasciatore Usa in Italia, David Thorne, ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti fa grande affidamento «sul premier e sulla sua opinione su come stanno andando le cose nella zona europea».
Obama: la vittoria non è un pranzo di gala
di Alessandro Maran | 09/10/2012Quanto sarà grande la spinta che Romney riceverà nei sondaggi? E, soprattutto, Obama è in grado di riprendersi?
Ma il Pd non era nato per questo?
di Alessandro Maran | 18/09/2012Il Pd è nato per dare al centrosinistra quel grande partito riformista (che dovunque in Europa fornisce cultura politico programmatica, leadership, due terzi del consenso elettorale necessario, la capacità espansiva verso lo schieramento avversario) la cui assenza è stata alla base di due ripetuti collassi politici: nel 1998 e nel 2008.
Quella collaborazione necessaria
di Alessandro Maran | 31/07/2012La polarizzazione del sistema politico non è esclusiva dell'Italia. La hyper-partisanship ha paralizzato Wahington e polarizzato l'America. Specie al giorno d'oggi, come ammoniva Thomas Jefferson, «le grandi innovazioni non dovrebbero essere imposte da una maggioranza esigua».
Per un'Italia presidenziale e federale
di Alessandro Maran | 12/06/2012Adesso che l'identificazione e l'appartenenza (all'ideologia, all'utopia, alla morale del partito) non ci sono più, l'unica strada praticabile (come ha detto anche Bersani) è quella di esaltare la possibilità della scelta, la responsabilità della scelta, l'esercizio della cittadinanza nello stato.
Fix Congress First!
di Alessandro Maran | 15/05/2012La madre di tutte le riforme è quella del finanziamento della politica, dagli Stati Uniti all'Italia. L'americana "Fix Congress First!" è un'idea da discutere e approfondire anche da noi.
(Semi)Presidenzialismo, non solo legge elettorale
di Alessandro Maran | 17/04/2012Il vecchio sistema dei partiti non torna più, neppure ripristinando proporzionale e preferenze. La «metamorfosi» è già avvenuta. Adesso che l'identificazione e l'appartenenza non ci sono più, l'unica strada praticabile è quella di esaltare la possibilità della scelta, la responsabilità della scelta.
Passaggio in India
di Alessandro Maran | 10/04/2012Ma dall'avvento delle riforme economiche del 1991, l'India è cambiata radicalmente. Oggi è più probabile che i giovani indiani delle città ricordino la visita di George Bush o quella di Obama, che quelle di Arafat o di Fidel Castro.
Kohl, ovvero Mr Europa
di Alessandro Maran | 13/03/2012Il cancelliere Helmut Kohl, uno degli architetti della moneta unica europea, è entrato a gamba tesa nel dibattito tedesco sull'opportunità di fornire alla Grecia un nuovo aiuto.
Fermiamo Assad
di Alessandro Maran | 07/02/2012" Finitelo". Così il magazine americano Foreign Policy ha intitolato il pezzo con il quale Daniel Byman ha cercato di spiegare perché il mondo ha bisogno di togliersi dai piedi il dittatore siriano Bashar al-Assad.
Monti e la fine della politica del cucù
di Alessandro Maran | 20/12/2011Le difficoltà dell'Italia derivano in buona parte da una concezione dei rapporti internazionali in cui la chiave era il grado di intimità che il Presidente del Consiglio riusciva a stabilire con i leader stranieri.
Nostalgia di Monica
di Alessandro Maran | 12/12/2011Non c'è dubbio che ora, a vent'anni di distanza da quando James Carville scrisse 'It's the economy, stupid' su un cartello nel quartier generale della campagna presidenziale di Bill Clinton nel 1992, che il problema sia l'economia lo vedono anche i ciechi.















