Se un milione di persone crede in una cosa idiota, quella cosa non cessa di essere idiota.
Settimanale di propaganda riformista
numero 103 del 14 maggio 2013
Antonio Funiciello. Direttore di LIBERTA'eguale. Scrive su Europa e sul Foglio; è redattore di Mondoperaio. Lavora presso il gruppo parlamentare del Pd al Senato. Ha scritto per Donzelli A vita. Come e perché nel Partito democratico i figli non riescono a uccidere i padri. Twitter: @AntFuniciello

qdR (qualcosa di Renzi)
Matteo Renzi ha dimostrato che tra i democratici e nel centrosinistra c'è una potenziale maggioranza riformista che può parlare, fiera, al paese dei suoi sogni e dei suoi progetti per l'Italia.

Cose da pazzi
E' un fatto che l'asse Pd-Udc, che ha vinto le elezioni in Sicilia, sia antitetico (opposto e contrario) all'asse Pd-Sel col quale il Pd s'incarica di affrontare le politiche della prossima primavera.

Perché Renzi ce l'ha con Veltroni
Non è da escludere che, quando giovedì parlerà a Verona, Renzi si "approprierà" di altre, svariate idee veltroniane. Anche nello stile Renzi guarda molto a Veltroni, come pure nei riferimenti simbolici. Ed è per questo che a lui riserva gli strali più acuminati...

Facciamolo questo benedetto congresso!
Perché quello intorno al governo Monti è il solo nodo politico che oggi ogni forza politica responsabile è chiamata a sciogliere: per il Pd, il sostegno al governo, contraddistinguerà l'elaborazione della propria offerta politica alle elezioni? Oppure è un errore di percorso, e va elaborata un'offerta politica in aperto contrasto con questo errore?

Quest'anno niente Pulitzer
Il Premio Pulitzer per la Narrativa non è stato assegnato: fermiamoci un attimo a riflettere su quello che sta succedendo nella patria contemporanea della narrativa mondiale.

Chi è Fassina?
C'è metodo in Stefano Fassina, ciò è indubbio: è uno dei pochi quadri politici di valore del cerchio magico di Pierluigi Bersani. C'era del metodo anche quando Fassina era veltroniano.

AAA Genova: cercasi dirigenti politici
Quelli che sanno qualcosa di primarie, hanno ben presente che dai tempi di quel genio assoluto della politica di Ted Kennedy, che sfidò alle primarie il presidente in carica Jimmy Carter, portare alle primarie l'incumbent è un errore madornale.

Se n'è andato Luciano Cafagna
Cafagna è stato un grande socialista: un intellettuale e un politico. Un intellettuale capace di porsi a distanza e analizzare con efficacia i problemi strutturali dell'Italia e un politico che sapeva sporcarsi le mani.
Monti e Fornero: fatela, la rivoluzione del lavoro
Qualsiasi riforma che si limiti a razionalizzare l'apartheid tra tutelati e non tutelati, invece di eliminarlo per tutti i nuovi assunti, è destinata a far peggiorare il drammatico dato della disoccupazione.

Pd: basta apprendisti stregoni!
Se un partito è un partito "nazionale", il corretto e profittevole rapporto tra il vertice e le articolazioni locali non va squilibrato né sull'uno né sull'altro termine. Il vertice di un partito nazionale ha il diritto-dovere di scegliere i dirigenti nazionali ad integrazione e sostituzione di se stesso.

Sono pietre le parole della Camusso
C'è qualcosa che non va nel dibattito sulla riforma del mercato del lavoro; non già nel merito di chi oppone al ministro Fornero le proprie ricette conservatrici; quanto nel tono violento.

Fiducia sulla manovra e avanti così
Si è arrivati a questo punto a causa del default della classe politica della "seconda repubblica"; non è un caso che il sedicente "secondo tempo" della Repubblica sia racchiuso da due governi tecnici, l'esecutivo Ciampi e l'esecutivo Monti.

Fini, ora dimettiti!
Oggi, ancor più di ieri, la permanenza di Fini al vertice di Montecitorio è una eccezione che va normalizzata. D'altronde lo stesso Fini aveva detto che, nel caso in cui fossero giunte le dimissioni di Berlusconi, le sue sarebbero immediatamente seguite.

La fine di Berlusconi
La crisi della leadership berlusconaiana è così drammatica perché maturata sul proprio terreno naturale, l'unico su cui non erano ammessi errori: la politica economica.


