Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli.
Settimanale di propaganda riformista
numero 108 del 18 giugno 2013
Per un'Italia presidenziale e federale
Adesso che l'identificazione e l'appartenenza (all'ideologia, all'utopia, alla morale del partito) non ci sono più, l'unica strada praticabile (come ha detto anche Bersani) è quella di esaltare la possibilità della scelta, la responsabilità della scelta, l'esercizio della cittadinanza nello stato.

L’euro: la democrazia fatta moneta
L'euro sta quindi rivelando la sua natura di strumento capace di disciplinare la politica, e di rafforzarne, non indebolirne, la natura democratica: cosa c'è di democratico nel rinviare il conto da pagare a generazioni future che non possono dire la loro con il voto?

Non c’è equità senza merito
La bozza di decreto sul merito è stata investita da un fuoco (amico) preventivo. Una reazione così sproporzionata da cosa può essere causata? Spero non da un male inteso egualitarismo, che vede nel merito il nemico da abbattere; in particolare nella scuola, dalla quale qualsiasi forma di comparazione deve essere esclusa.

Monti a metà strada
Il 16 novembre il governo Monti è entrato in carica; sono passati esattamente 210 giorni. Più o meno altrettanti (scontate le inevitabili ferie) sono quelli che ci separano dalla "convocazione dei comizi elettorali", da tutti prevista fra la fine di febbraio e i primi di marzo del 2013.

L'asse Monti-Hollande
Il prossimo 14 giugno è previsto il vertice fra il Presidente francese Hollande ed il presidente del consiglio Monti a Roma. Appuntamento prezioso che rappresenta solo uno dei passi che Monti sta cercando di compiere in vista del Consiglio Europeo di fine giugno.

Berlinguer, riposa in pace
Sono passati ventotto anni da quando Enrico Berlinguer non c'è più, ma l'affetto per la sua figura e il rimpianto per la sua scomparsa sono ancora evidenti. Forse è utile interrogarsi sul perché di tutto questo

Lingotto: non basta la parola
Il sostegno al governo Monti; la condivisione della riforma delle pensioni e della riforma del lavoro votate dal Pd; una politica di sostegno alle imprese e al potere d'acquisto delle famiglie tramite una riduzione e un riequilibrio della pressione fiscale da finanziare principalmente con una diminuzione della spesa pubblica; il no a vie d'uscita dalla crisi basate su più debito.

La PA tra formiche e DDT
…anche questa è la pubblica amministrazione italiana, soprattutto a livello locale, tra costosi e spesso vuoti edifici di rappresentanza e ambienti lavorativi improvvisati, decenti quanto gli stipendi erosi da una pressione fiscale ormai attestata al 48%.

Pd, succede a Napoli...
A chi vuole parlare il PD locale e, di riflesso, nazionale? Di cosa si vuole argomentare e da quale punto di vista ? Vuole giocare chiuso a palazzo con i suoi colleghi o uscire in strada a vedere come stanno le cose?

Con il presidenzialismo, specializziamo le Camere
La soluzione dovrebbe essere cercata nella direzione di una specializzazione delle funzioni e in una netta, anche se non totale, separazione delle competenze.

Appello: sì a presidenzialismo e doppio turno
Sostenete e sottoscrivete l'appello scrivendo a adesioni@presidenzialismo.com

