Settimanale di propaganda riformista

numero 104 del 22 maggio 2013

Bar Sport

L'unica saggezza è quella del popolo

2/8/12: una data cruciale

martedì 7 agosto 2012. Categoria: Bar Sport, Autore: Claudio Petruccioli

2/8/12: una data cruciale

Grazie a qdR che ha deciso un'uscita anche nella prima settimana di agosto posso segnalare un evento che definisco "cruciale", in quanto cambia le coordinate per i prossimi mesi e anche oltre; e influenzerà oltre alle vicende economiche anche quelle politiche.

Non si tratta - com'è evidente a tutti - di qualche novità sul fronte della legge elettorale; dove si registra una prolungata paralisi che ha fatto perdere di pepe anche alla ipotesi di anticipo del voto. Con tutto il bene che se ne può dire, non definirei "eventi cruciali" neppure i due decreti ("spending review" e "sviluppo") appena approvati dal Parlamento.

La definizione si attaglia bene, invece, all'intervento di Draghi del 2 agosto 2012; non per le opposte accoglienze ottenute dai "mercati" (e non solo) nel giro di 24 ore, ma perché con quell'intervento è stato definito un itinerario da tempo in via di elaborazione. Eccone i passaggi fondamentali:

1. Messa a punto degli strumenti (Efsf ed Esm) per sostenere titoli di debito pubblico con spread troppo alto

2. Dichiarazione che la BCE farà di tutto per difendere l'euro, cioè mobiliterà tutte le sue risorse anche al di là degli strumenti di cui al punto 1 (discorso di Draghi a Londra, la settimana prima)

3. L'attivazione degli strumenti del punto 1 - quindi anche delle intenzioni dichiarate al punto 2 - avviene su richiesta dei Paesi interessati con automatica accettazione, da parte loro, delle relative verifiche e controlli.

Insomma: chiedete e vi sarà dato; ma dovrete rendere conto. Di una semplicità sorprendente, quasi l'uovo di Colombo. Apriti cielo! Ne abbiamo sentite e lette di tutti i colori: perdita di sovranità, commissariamento, perfino sospensione della democrazia. Calma!

L'integrazione europea è o non è la condizione indispensabile per togliere dal limbo in cui si trova l'euro, unica moneta al mondo a non avere un potere statuale cui riferirsi?  Se le parole hanno un senso, integrazione significa unione: bancaria, fiscale, politica. Qualcuno - che non sia uno sprovveduto o un imbroglione - può pensare che queste progressive unioni avvengano senza ridurre i corrispondenti poteri degli attuali stati nazionali?

E perché tanto allarme? L'itinerario messo a punto il 2 agosto si propone innanzitutto di indurre i mercati a maggior cautela e rispetto. Ma dovrebbe anche rassicurare chi - giustamente - lamenta la attuale asimmetria, per cui ad una moneta unica non corrispondono responsabilità e istituzioni altrettanto unificate.

La BCE ha precisato che userà"ogni mezzo" nell'ambito dei suoi attuali poteri e in riferimento agli strumenti di intervento già messi a punto; con l'obiettivo di assicurare la stabilità monetaria. Il rispetto rigoroso di questo compito istituzionale della BCE fornisce però anche argini robusti per procedere in modo deciso e il più possibile rapido sulla strada di ulteriori "unioni", a cominciare da quella bancaria, già decisa.

C'è un evidente legame diretto fra la richiesta di rispettare i vincoli previsti in caso di attivazione degli strumenti anti-spread e salva-stati e l'avanzamento dei processi di unione europea. Dichiararsi a favore dell'obiettivo "unione" contestandone la premessa è quanto di più contraddittorio e ipocrita si possa immaginare.

Tutti coloro che sono all'opera per definire programmi elettorali, farebbero cosa utilissima (e onesta) partendo da una posizione chiara su questo punto essenziale. Purtroppo, le varie "bozze" di programmi e di intenti messe in circolazione negli ultimi giorni, a destra e a sinistra, evitano accuratamente di pronunciarsi in proposito.

Ecco perché il 2 agosto 2012 mi sembra una data da segnalare e da non dimenticare. Ha fissato e messo in evidenza il cardine sul quale dovranno ruotare tutte le scelte prossime future, in Europa e nei singoli paesi; a cominciare dall'Italia.

Non mi unisco, quindi, ai cori che lamentano perdite di sovranità e pericoli di commissariamento. Confesso che, in mezzo alla gran tempesta che continua, e a confronto con le sfuggenti diagnosi e terapie di marca nazionale, questo riferimento mi dà una certa sicurezza e fiducia.

Claudio Petruccioli

Claudio Petruccioli. Ha diretto l'Unità all'inizio degli anni '80 e tra l'87 e il '92 ha fatto parte della segreteria nazionale del Pci. Più volte parlamentare, dal 2005 al 2009 è stato Presidente della Rai. Ha scritto Rendiconto e L'Aquila 1971. Twitter: @cpetruccioli

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