Settimanale di propaganda riformista

numero 104 del 22 maggio 2013

Docks

Moli riformisti

Legge elettorale: l'Italia viene prima

martedì 31 luglio 2012. Categoria: Docks, Autore: Francesco Clementi

Legge elettorale: l'Italia viene prima

Il (quasi) ultimatum di ieri del Presidente Napolitano riguardo alla riforma del Porcellum, dopo la precedente lettera inviata ai Presidenti delle Camere del 9 luglio scorso, sempre più pone e impone ai partiti politici di dare quanto prima una soluzione a questo tema, evitando di far votare tutti noi a scadenza anticipata o naturale - con un sistema elettorale così criticabile e criticato. Non da ultimo, perché tutto ciò metterebbe in forte discredito, innanzitutto, loro stessi, dando inutile lustro all'antipolitica o all'astensionismo.

Peraltro riteniamo che, per chi come noi di qdR ha affrontato più volte questo tema, non diviene oggi neanche più necessario elencare le ragioni che debbono spingere i partiti politici a cambiare lo strumento di trasformazione dei voti in seggi. Infatti, basta guardare il nostro archivio e si scoprirà che, fin dall'anno scorso, abbiamo scritto che la politica doveva utilizzare il tempo del Governo Monti per riformare se stessa, a partire innanzitutto dalla legge elettorale (senza dimenticare, per la strada, la riforma dell'art. 49 - cioè una disciplina legislativa dei partiti politici, quella dei regolamenti parlamentari, quella della par condicio e del sistema informativo-mediatico, oltre che quella di riforme costituzionali, che ormai però sono impensabili per il tempo consumato).  Eppure, tutto ciò non è ancora avvenuto. E tutti aspettiamo Godot…

Che fare, allora?

In molti fra noi, insieme con un gruppo di amici, si è pensato di offrire dalla società un ulteriore segnale (oltre che sponda), in modo tale che anche la spinta al cambiamento potesse apparire ai partiti non soltanto giusta in sé ma anche giusta in quanto espressione di un sentire comune che, nel tempo, molti soggetti sociali hanno manifestato. Certo, l'impressione che tanti piccoli fuochi, non siano sufficienti ad innescare l'incendio della riforma c'è. E tuttavia, ciò non ci ha fatto desistere. Anzi. Ci ha spinto ancor di più a rafforzare il nostro impegno.

Ne è uscito fuori, così, questo appello che ha una caratteristica: pur nella sua natura propria, non rinuncia a sottolineare un perimetro di principi e criteri già ampiamente studiati, analizzati e condivisi dagli sherpa delle forze politiche; dunque, una tablatura condivisa, che aspetta soltanto di emergere, non appena - ma quando? - i partiti decideranno di deporre le asce di guerra, sotterrando con esse le ipocrisie e i giochini dei micro-interessi di cortissimo respiro. E' tempo che il nostro Paese abbia una nuova legge elettorale. Lo sanno tutti. Perché? In breve, come scriviamo: l'Italia viene prima.

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QUI l'appello.

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Francesco Clementi

Francesco Clementi. Professore associato di Diritto pubblico comparato presso l'Università degli Studi di Perugia. Ha pubblicato una sessantina di scritti su vari temi di diritto pubblico interno, comunitario e comparato su forme di Stato e di governo, Unione europea, il diritto e le regole della politica e i diritti e le libertà. Twitter: @ClementiF

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