Settimanale di propaganda riformista

numero 104 del 22 maggio 2013

Le bombe intelligenti

Armi di riformismo di massa

Equazione Brescia, equazione Italia

martedì 3 luglio 2012. Categoria: Le bombe intelligenti, Autore: Federico Cancarini

Equazione Brescia, equazione Italia

Brescia (attualmente guidata da una giunta di centrodestra) si trova sinteticamente nella seguente non invidiabile situazione:

1) il bilancio di parte corrente assai presumibilmente in passivo nel 2013 tra i 45/50 mln nella previsione più ottimistica (ricordo che a primavera si voterà per le comunali);

2)l'impossibilita di fatto di poter aumentare le tariffe Imu e l'addizionale IRPEF (se non in un breve limitato periodo  transitorio) oggi al minimo, per non aumentare il peso già alto della fiscalità statale (e comunque un aumento anche massimo delle aliquote non sarebbe sufficiente a coprire il deficit di parte corrente);

3)la necessità di mantenere l'alto livello dei servizi sociali,elemento caratteristico ed irrinunciabile della città,fattore tra l'altro di identità ed orgoglio cittadino,e di effettuare i necessari investimenti in conto capitale per fare di Brescia una città meno inquinata e più vivibile.

4) la necessità di riportare non solo la direzione ma anche il possesso di alcune attività che hanno in questo territorio la loro origine, il loro naturale humus tecnologico,il loro orgoglio di appartenenza.

Questa è l'equazione Brescia, simile a quella di altre realtà comunali. Come risolvere tale equazione, tecnica e politica insieme, capace di mantenere unite l'identità di centrosinistra, la necessaria quadratura dei conti e porre le basi per un nuovo futuro più florido per le generazioni a venire? Traducendolo in altri termini: come fare in modo che il presente non uccida il futuro?

In fondo, mutatis mutandis, è un dilemma simile a quello in cui si trovarono Blair e Schröder (senza che il paragone appaia esagerato e presuntuoso) quando a Londra nel 1999 redassero il manifesto Schröder-Blair Papier, in cui disegnarono le risposte "ragionevoli" alle due grandi sfide del nostro tempo, i cambiamenti demografici e la globalizzazione. In seguito, la risposta più convincente venne data nel marzo 2003 dal primo ministro tedesco con l'agenda 2010, che tanto merito ha oggi nell'aver determinato la prosperità economica germanica (a tal proposito si legga l'illuminante articolo di Dario Parrini comparso su questa rivista).

Anche oggi, come allora, si tratta di dare risposte (seppur in ambito comunale) alle seguente domande: quanto (e come) deve essere efficiente un'economia capitalistica per garantire l'erogazioni delle prestazioni dello stato sociale? Quando l'efficienza economica comincia a distruggere l'umanità e quando e a che condizioni invece la promuove? E, prima di tutto: dove devono essere fissati i limiti del mercato al fine di impedire la totale mercantizzazione della società e quali limiti invece aumentano la socialità senza cadere nella mercantizzazione ma senza danneggiare il mercato?

Dalla meditazione su queste domande, nasce la risoluzione dell'equazione Brescia. Limitiamoci per ora a dare solo alcune indicazioni:

a) il Comune deve garantire l'attuale livello dei servizi sociali, in modo particolare verso le famiglie e le realtà più deboli, oltre che realizzare una città meno inquinata e più verde;

b) per riuscire a fare questo, può recuperare risorse non solo attraverso una incisiva, seria, meticolosa e dettagliata spending review, capace di operare di cesello, ma attraverso soprattutto la valorizzazione economica e reddituale di attività considerate "no core" (per ora manteniamo questa definizione generica), che oggi gestisce direttamente (e che in futuro non gestirà più);

c) in questi casi il Comune deve pensare al proprio ruolo non come centro realizzatore di alcuni servizi (o tanto meno come appaltatore di essi all'esterno), ma come centro coordinatore e di indirizzo e quindi di controllore di servizi "no core" affidati in idonei strumenti giuridici i cui azionisti siano realtà cittadine che abbiano nel proprio statuto lo sviluppo della città e dei suoi  multiformi aspetti e necessità. Il Comune cede realtà suscettibili di sviluppo (ripeto "no core"), ne mantiene l'indirizzo (attraverso regole codificate), conferisce i relativi costi liberando risorse necessarie al mantenimento dei servizi sociali qualificanti ed indispensabili, senza ricorrere ad ulteriore fiscalità e senza rinunciare ad una visione unitaria d'indirizzo.

E' ovvio che tale percorso richieda una guida politica il più unitaria ed omogenea possibile che nel percorso che inizia ora e terminerà con le elezioni comunali della primavera 2013 il candidato a sindaco del PD al comune di Brescia è in grado di realizzare presentando un'autentica novità nel panorama politico.

Federico Cancarini

Federico Cancarini. Nato a Brescia nel 1956. Laureato. Da sempre appartiene al mondo cattolico-democratico. Già dirigente ed amministratore delegato di importanti compagnie d'assicurazione. Attualmente svolge attività imprenditoriale nel settore dei servizi. Aderisce a LIBERTA'eguale.

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