Settimanale di propaganda riformista

numero 108 del 18 giugno 2013

Bar Sport

L'unica saggezza è quella del popolo

Buon compleanno, Presidente!

martedì 3 luglio 2012. Categoria: Bar Sport, Autore: Marco Campione

Buon compleanno, Presidente!

Giorgio Napolitano ha appena compiuto 87 anni e chi - come qdR - lo considera un punto di riferimento non può che unirsi al coro di auguri. Da parte nostra aggiungiamo uno speciale ringraziamento per quanto ha fatto nel suo settennato, sia sul piano istituzionale, che su quello politico.

Nell'ambito istituzionale i suoi meriti sono noti e non li elencherò. Basti ricordare che ha posto le condizioni per salvare il paese dalla bancarotta e il sistema politico dalla crisi più acuta mai vissuta dagli anni di piombo. Ha "solo" posto le condizioni perché di più non poteva fare, dato il suo ruolo. Adesso il compito di salvarci e salvarsi spetta alla politica.

Sul piano politico i benefici portati dall'opera di Napolitano sono forse meno evidenti, perché indiretti. Ma altrettanto significativi. In particolare, per quel che riguarda il Partito Democratico, ha posto le condizioni perché riscoprisse l'importanza del proprio ruolo, la missione per la quale è nato: far evolvere il quadro politico, archiviando definitivamente i lasciti del Novecento, inclusi berlusconismo e anti-berlusconismo. L'azione costante e coerente del Presidente, la cocciutaggine con cui si è ostinato a trovare una soluzione politica per i nostri problemi ne fanno un simbolo della volontà di uscire dalla crisi guardando avanti; il simbolo di come la politica, se ritrova se stessa e la propria ragion d'essere, è assai meglio del populismo e dell'antipolitica. Si è detto nelle settimane scorse che gli attacchi di cui è stato oggetto Napolitano fossero un modo per fargli pagare il proprio protagonismo. Io credo che siano stati anche un modo per colpire quel simbolo.

Il prossimo scontro elettorale non sarà solo tra centrosinistra e centrodestra, ma anche tra politica e populismo; e purtroppo anche una parte della sinistra (anche in settori del gruppo dirigente del Pd) ha avuto in questi mesi la tentazione di cercare una sinergia con certe pulsioni, siano esse quelle di Di Pietro, o di alcuni sindaci. Inspiegabilmente ha ceduto a questa "linea" perfino Vendola, che sembra aver scelto di legare il proprio destino a quello del leader dell'IdV.

Con l'eccezione di Cossiga (che però fu storia assai diversa), è la prima volta - almeno da Pertini in poi - che accuse contro la Presidenza della Repubblica tanto pesanti quanto insussistenti partano da "sinistra". Personalmente ci vedo il tentativo di saldare forze abbastanza diverse tra loro per provare a cambiare la natura del centrosinistra italiano, trasformandolo - unico in Europa - in una forza a trazione populista, se non antisistema. O in alternativa per realizzare una sorta di Syriza italiana. Forze così diverse hanno bisogno di un nemico e Napolitano può rappresentarne uno dal valore simbolico potentissimo, anche in virtù del suo sigillo all'odiato governo Monti.

Come detto è un disegno ben visto anche da settori che oggi dirigono il Pd, ad esempio molti di coloro che si riconoscono in Rifare l'Italia. Per fortuna fino ad ora nessuno di questi ha seguito i propri alleati fino al tentativo di delegittimare il Capo dello Stato; si sono limitati ad un bersaglio più alla loro portata: Monti e il suo governo. Speriamo che almeno su questo campo non si avventurino.

Anche nel caso del Pd l'azione di Napolitano è servita "solo" a porre le condizioni perché potesse salvare se stesso, riscoprendo la propria natura di forza a vocazione maggioritaria e post-ideologica. Lo ha messo di fronte alle proprie responsabilità, di più non poteva fare. Ora tocca al Pd decidere se proseguire nella strada intrapresa con la decisione di sostenere Monti o dare retta a chi chiede "più sinistra", qualsiasi cosa questo voglia dire.

Peccato non poterne discutere in un congresso, ma anche dovessimo farlo all'interno delle primarie per la premiership ce ne faremo una ragione. L'importante è fare le nostre scelte in modo consapevole e senza aver paura delle differenze. Lo dobbiamo a noi stessi, ma anche al nostro Presidente. Che nella sua lunga vita al servizio della politica e delle istituzioni non ha certo peccato di timidezza.

Marco Campione

Marco Campione. Socio e fondatore di Noveris Srl, si occupa di politiche formative. Ha scritto di politica scolastica su Europa e su alcune riviste on line del settore; è anche nella redazione de IMille. Responsabile Scuola del PD lombardo. Il suo blog è Champ's Version. Twitter: @marcocampione

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