Settimanale di propaganda riformista

numero 108 del 18 giugno 2013

Bar Sport

L'unica saggezza è quella del popolo

La sinistra e l'economia

martedì 5 giugno 2012. Categoria: Bar Sport, Autore: Marco Esposito

La sinistra e l'economia

Nel pieno della crisi economica e sociale, e con il sistema monetario che, già fragile, rischia di disgregarsi, l'Italia e l'Europa vivono una delle fasi politiche più delicate da almeno vent'anni. In particolar modo, le notizie più importanti degli ultimi mesi hanno riguardato il cambio della leadership in Francia, e il caos politico in Grecia.

In Francia, dopo un primo turno che ha visto confluire il voto di protesta verso Marine Le Pen, Hollande ha battuto Sarkozy al secondo turno e ha preso in mano le redini del suo Paese; in Grecia i partiti estremisti, tra cui spicca Syriza, partito di sinistra radicale guidato da Alexis Tsipras, hanno preso moltissimi voti e non hanno consentito, in parlamento, la formazione dell'esecutivo. Considerando che anche in Germania la CDU arretra e, in Italia il PDL è lacerato da lotte intestine , i partiti di centro sinistra europeo si giocano molta della loro credibilità e delle loro idee, nel tentativo di dare una svolta positiva alla crisi che ci attanaglia pesantemente dal 2009.

Così come in Italia, anche negli altri paesi esistono modi molto diversi di approcciarsi a sinistra. Sicuramente l'aspetto dirimente è quello economico. In Grecia esiste il Pasok, partito di ispirazione socialista e filoeuropea e, appunto, Syriza, espressione della sinistra più movimentista e antagonista. I due partiti non sono alleati ma avversari, perchè hanno visioni e strategie economiche totalmente diverse. Tsipras, il leader di Syriza, oltre a prevedere nuove assunzioni di dipendenti pubblici, chiede ad esempio di annullare il patto di fiscalità, sbloccare il tetto agli stipendi pubblici e ristrutturare il mega debito secondo nuove regole. Per questi motivi l'alleanza con il Pasok, impegnatosi invece in tutt'altro senso, è fallita ancor prima di iniziare e si è andati a nuove elezioni.

In Francia invece il Partito Socialista si è presentato da solo e con un programma riformista in cui viene posto l'obiettivo della crescita economica, di una maggiore armonia fiscale, senza per questo mettere in discussione né l'asse forte con la Germania né il concetto secondo cui i paesi Europei non possono spendere (e, spesso, sprecare) denaro pubblico come fatto fino ad ora. Così il Front de Gauche di Melenchon, partito che rappresenta la sinistra più radicale in Francia, si è presentato come movimento alternativo e spesso conflittuale al PS.

E il centrosinistra in Italia? Il contesto non è semplice: i paesi più solidi, evidentemente, lo sono anche perché hanno sistemi di governo che impediscono la frammentazione e aiutano la stabilità e il nostro paese è molto più simile al modello greco che non a quello francese.

L'attuale legge elettorale obbliga i partiti ad alleanze eterogenee per vincere le elezioni e questo non aiuta una libera progettualità politica, porta compromessi al ribasso e poca trasparenza nel dialogo con l'elettorato. E così accade che Vendola e Di Pietro inneggino ad Hollande come una positiva novità in Europa, mentre, somigliando molto di più a Tsipras, vorrebbero costruire con il Partito Democratico una coalizione antiliberista e di discontinuità rispetto all'operato di Monti. A sua volta Bersani, che con il PD sostiene lealmente questo governo, propone una riedizione allargata dell'Ulivo che porti ad allearsi Vendola, Di Pietro fino a Casini, che invece è colui che sostiene senza troppe obiezioni il governo dei tecnici.

Il rischio di lasciare il paese nelle mani dell'astensionismo e dell'ingovernabilità è fortissimo, e non è di questo che abbiamo bisogno. Tra un anno la politica si riprenderà quel ruolo che le compete e dovrà farlo con coraggio e chiarezza, perché all'Italia servono ancora riforme epocali (giustizia, pubblica amministrazione, riforma dello Stato), piani di crescita (energia, messa in sicurezza del territorio) e progetti seri di liberalizzazioni (corporazioni e albi).

Per questo, nel centrosinistra, chi vuole disconoscere il lavoro del governo Monti non può essere un alleato del Partito Democratico che, invece, deve lavorare ad un programma riformista e ben delineato, fare le primarie per scegliersi il leader ed i parlamentari e correre da solo alle prossime elezioni. Anticipare politicamente il sistema Francese è quindi la vera sfida che il PD deve saper raccogliere, per il bene dell'Italia e, perché no, anche dell'Europa. Se si renderà credibile in tal senso, avrà reali possibilità di vincere le elezioni, inaugurando così, in modo virtuoso e positivo, la terza repubblica di cui l'Italia ha tanto bisogno.

Marco Esposito

Marco Esposito. Dal 2001 lavora per una grande multinazionale del credito e della finanza. Ha collaborato in passato con Libertà Eguale Milano. Iscritto al PD dalla sua nascita, ha lavorato nelle segreterie di Cinisello Balsamo e Sesto S. Giovanni. Ama il cinema e i gatti. Twitter: @Marco_Espo

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