Settimanale di propaganda riformista
numero 104 del 22 maggio 2013Le bombe intelligenti
Armi di riformismo di massa
Con il presidenzialismo, specializziamo le Camere

Il semipresidenzialismo alla francese di cui si va discutendo di questi tempi rappresenterebbe un complessivo, anche se dialettico, rafforzamento dell'esecutivo: se è vero infatti che il Presidente può porre dei freni ai poteri del governo, è anche vero che esso limita ancora più fortemente quelli del parlamento, con la possibilità di rinviare ad esso leggi che ritiene improprie o incostituzionali e di insediare, anche senza la fiducia del parlamento, un governo destinato restare in carica durante la campagna elettorale.
Il semipresidenzialismo è solo un aspetto di una generale riconfigurazione degli assetti costituzionali, che dovrebbe estendersi anche al parlamento, consentendone un rafforzamento in forme che non implichino un indebolimento dell'esecutivo e i cui tratti essenziali dovrebbero consistere nella specializzazione dei due rami del parlamento e nell'abbandono del modello del bicameralismo perfetto, modello che si giustifica in un sistema federale come quello americano, ma non nel caso dell'Italia. Nel nostro paese infatti la piena condivisione dei poteri tra Camera e Senato, oltre a rendere molto più lenti e inceri i processi deliberativi, indebolisce da un lato l'esecutivo, la cui esistenza può essere resa precaria dalla presenza di maggioranze diverse, o di diversa consistenza nelle due camere, e dall'altro entrambe queste ultime.
La specializzazione presenterebbe indubbi vantaggi: a) in termini di efficienza, in quanto consentirebbe a ciascuno dei due rami di svolgere in modo più incisivo le proprie funzioni, b) sul piano del garantismo, in quanto il bilanciamento dei poteri tra i diversi organi dello stato richiede una certa (non completa) separazione degli stessi, c) in termini di responsabilità democratica, permettendo ai cittadini di valutare più direttamente la condotta dei rappresentanti che hanno eletto e più in generale il funzionamento delle istituzioni.
La soluzione dovrebbe essere cercata nella direzione di una specializzazione delle funzioni e in una netta, anche se non totale, separazione delle competenze . Le forme in cui ciò potrebbe avvenire sono diverse e complesse ma dovrebbero ruotare intorno a due elementi cardine: 1) l'attribuzione esclusiva alla Camera del compito di esprimere il governo (attraverso il voto di fiducia) e di controllare il suo operato, votando il bilancio e tutte le norme di valenza operativa o programmatica che sono strettamente legate all'azione di governo; 2) l'attribuzione al Senato di due tipi distinti di ruoli, dei quali il primo è quello di legiferare (a seconda dei casi da solo o insieme alla Camera) su materie che sono di competenza congiunta con gli organi regionali o locali e il secondo risponde al modello di una 'camera alta' e riguarda la legislazione di portata generale e che potremmo definire di tipo paracostituzionale. Il compito di dirimere controversie tra le due camere, e di stabilire quali materie siano di competenza dell'una, dell'altra o congiunta di entrambe, spetterebbe ovviamente alla Corte Costituzionale.
La sostanziale complementarità tra le diverse riforme istituzionali non implica necessariamente che tutto debba essere rinviato a una riforma completa e organica. Dal momento che i poteri semipresidenziali già esistono l'elezione diretta del Presidente potrebbe essere stralciata e anticipata, in quanto avrebbe come effetto più che una redistribuzione dei poteri un rafforzamento della loro legittimità e non pregiudicherebbe i passi ulteriori nelle direzioni cui si è accennato (o in altre che fossero ritenute più opportune). Nell'immediato è quindi opportuno concentrarsi sulla sola elezione diretta, facendo leva sull'esigenza di riforme ulteriori per motivarne l'attualità immediata e l'urgenza (dovuta al fatto che stiamo di fatto vivendo in una fase di semipresidenzialismo già operante).

Eugenio Somaini. Professore ordinario di Politica Economica presso l'Università di Parma. Ha scritto Equità e riforma del sistema pensionistico, il Mulino; Scuola e mercato, Donzelli; Uguaglianza, Donzelli; I paradigmi dell'uguaglianza, Laterza; Geografia della democrazia, il Mulino.
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