Settimanale di propaganda riformista

numero 104 del 22 maggio 2013

A conti fatti

Quando le opinioni sono numeri

Mario chiama. Mario risponde?

martedì 8 maggio 2012. Categoria: A conti fatti, Autore: Marco Martorelli

Mario chiama. Mario risponde?

"Dobbiamo rimettere la crescita al centro della agenda europea, senza che questo sia in alcuna contraddizione con la necessità di perseguire il risanamento fiscale": ha parlato chiaro, Mario Draghi, a margine del consiglio direttivo della Bce riunitosi a Barcellona venerdì scorso.

È nelle ultime settimane che il governatore della Bce insiste con particolare forza sul tema della crescita per uscire dalla crisi, ed ora, alla luce delle incognite dei risultati elettorali in Francia, Grecia, Germania e Italia, quella di Draghi sembra l'unica exit strategy percorribile per superare la fase del rigore "senza se e senza ma" imposto dall'ormai archiviato asse franco-tedesco.

Tra gli interlocutori privilegiati di questi appelli di Mario Draghi c'è certamente il governo presieduto da Mario Monti, la cui capacità di perseguire questa "svolta" di crescita deve però fare i conti con lo smottamento che ha coinvolto alle amministrative i partiti - Pdl in particolare -  che lo sostengono in Parlamento.

Ma attraverso quali strategie il governatore della Bce ritiene si possa centrare l'obiettivo della crescita? La risposta sta in tre punti: 1. Riforme; 2. Investimenti; 3. ruolo dell'Euro.

1. Nella cura Draghi le riforme strutturali rivestono un ruolo primario e la Bce ha spesso sottolineato come in Europa si sia ancora lontani da una compiuta armonizzazione del mercato unico: molto resta da fare in tema di mercato del lavoro e liberalizzazioni. A riguardo, dopo la riformetta Fornero (), e le esitazioni in tema di liberalizzazioni, c'è da sperare che il governo Monti riprenda un'azione tesa a modernizzare l'Italia, ad esempio nel mercato dei servizi, rivedendo anche - laddove possibile - ruolo e peso delle partecipazioni statali.

2. Mentre molti in Italia si stracciano le vesti rimpiangendo Keynes - che, per inciso, era visto fino a ieri come il fumo negli occhi da molte delle prefiche di oggi - presunta vittima del vincolo costituzionale di pareggio di bilancio, Mario Draghi, senza scomporsi, vede negli investimenti in infrastrutture il secondo pilastro per una fase di crescita europea. Perché è in tempi di crisi che lo Stato - e, a livello Ue, la Banca europea per gli investimenti - deve concentrare investimenti mirati in infrastrutture materiali e immateriali, favorendo l'innovazione e ponendo così le basi per uno sviluppo futuro.

3. Quanto all'Euro, Draghi sollecita apertamente - "dobbiamo fare chiarezza sul nostro futuro europeo comune" - un confronto sul ruolo della moneta nell'assetto politico-economico europeo. Intanto nel medio-breve termine la Bce continuerà una politica monetaria "accomodante", mantenendo i tassi di interesse all'1% e garantendo quel livello di liquidità che ha già scoraggiato nei mesi passati i rischi di credit crunch in diversi paesi Ue.

Alla vigilia della tornata elettorale delle amministrative, Mario Monti ha provato a dare un segnale di attenzione per la crescita, sbloccando oltre due miliardi di euro destinati ai rimborsi dei crediti Iva vantati da imprese, professionisti e artigiani, ma resta chiarmente tutto da affrontare il nodo di una politica economica che - rispondendo alle sollecitazioni di Mario Draghi - coniughi l'osservanza rigorosa del Fiscal compact con la necessaria attenzione per una crescita realistica e durevole.

C'è da augurarsi che la maggioranza parlamentare sostenga Monti in questo sforzo, senza l'ossessione di risultati elettorali di breve periodo, perché dopo le occasioni perdute negli ultimi vent'anni, l'Italia non può permettersi un nuovo periodo di inconcludente instabilità: l'alternativa vera non è Grillo, è il declino.

Marco Martorelli

Marco Martorelli. Laureato in Scienze politiche, è stato vicepresidente nazionale della Fuci. Ha collaborato a progetti del gruppo Reti, nell'ambito della comunicazione e delle relazioni istituzionali. Dal 2010 lavora per un importante gruppo bancario italiano. Twitter: @marcomartorelli

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