In una rivolta, come in un romanzo, la parte più difficile da inventare è senz'altro la conclusione.
Settimanale di propaganda riformista
numero 104 del 22 maggio 2013Bar Sport
L'unica saggezza è quella del popolo
Se Davide (Faraone) si allea con Golia (Orlando)

Ma se io avessi previsto tutto questo / (dati causa e pretesto) forse farei lo stesso / mi piace far canzoni e bere vino, / mi piace far casino, poi sono nato fesso / e quindi tiro avanti e non mi svesto / dei panni che son solito portare / ho tante cose ancor da raccontare per chi vuol ascoltare, / e a culo tutto il resto.
La conclusione dell'Avvelenata di Guccini potrebbe essere la canzone delle Primarie. È proprio lo spirito giusto: far scegliere ai cittadini il tuo candidato (Sindaco, ad esempio) per una grande città (Palermo, ad esempio) e vedere come va può anche farti pensare per un attimo che non ne valeva la pena, ma poi... Ecco, se a Guccini piace "far canzoni e bere vino", al PD piace far decidere al suo popolo chi deve candidare alle cariche monocratiche.
Ma non tutti nel PD la pensano così. E tra i personaggi pronti a sconfessare il risultato se sgradito ne troviamo anche alcuni che non ti saresti mai aspettato. Prendiamo ad esempio Davide Faraone, che secondo alcuni, in cambio di una poltrona da vicesindaco potrebbe annunciare il suo sostegno a Orlando. Un uomo per tutte le stagioni che "in Aramaico" aveva spiegato che lui non si sarebbe presentato, ma era "candidato sindaco con il nome di Rita Borsellino". E quindi le Primarie le ha perse. Con il nome di Rita Borsellino, ma le ha perse.
Spero che alla fine Davide decida di non allearsi con il grande Golia palermitano, ma i segnali che arrivano da Palermo vanno in questa direzione, dato che tace da giorni (e questo è già di per sé un problema), ma il movimento a lui più vicino - quello delle "Forchette Rotte" - ha dichiarato il proprio sostegno ad Orlando (e Borsellino). Faraone era l'unico candidato iscritto al PD, il democratico palermitano che più di tutti si è battuto perché le primarie si svolgessero, come potrebbe in un colpo solo rinnegare le scelte del suo partito e l'esito di quelle stesse primarie? Che questi tripli salti mortali carpiati con avvitamento possa farli chi non ha mai accettato l'idea di un partito contendibile, passi, ma che lo faccia uno degli alfieri del rinnovamento getta nello sconforto. E lo dice uno che lo avrebbe votato.
Che Orlando volesse candidarsi era risaputo, che avrebbe fatto di tutto per sfruttare il caos seguito alle primarie palermitane per riuscire a farlo era prevedibile, anzi previsto. Quello che sorprende è che qualcuno possa dargli sostegno.
Si dirà: ma Ferrandelli è il candidato di Lombardo. La storia bisognerebbe raccontarla tutta e ammettere che se così è non è certo per "merito" di Lombardo (o Ferrandelli), dato che sono state innanzi tutto le scelte sconsiderate degli alleati del PD a trasformare le primarie di Palermo in un referendum pro o contro Lombardo.
Si dirà: ma le elezioni sono state "inquinate" da Lombardo. A parte che è troppo facile lamentarsi a cose fatte di come si prendono i voti in Sicilia, non mi sembra che Faraone possa parlare di inquinamento, visto quanto messo in luce da una nota trasmissione televisiva. A meno che non si voglia sostenere che portare le persone a votare sia un crimine o che dare i due euro per votare sia più grave che promettergli un posto di lavoro.
Si dirà: ma le elezioni sono state "inquinate" dalla Mafia (purtroppo qualcuno ha detto anche questo). Come si spiegano costoro il sostegno dal primo minuto a Ferrandelli di Sonia Alfano e Crocetta? Come si spiegano il successivo appoggio di Monastra?
E comunque, una cosa sono i risvolti penali (e se ce ne saranno chi ha commesso reati pagherà), altro le scelte politiche e qui le scelte politiche stiamo commentando. In particolare quella di chi - Orlando e Faraone - preferisce difendere la propria visibilità e una linea politica oggettivamente sconfitta piuttosto che rispettare il patto con gli elettori palermitani. Un patto che se altri non avessero rispettato loro per primi avrebbero gridato allo scandalo.
Non prendiamoci in giro: tutti hanno usato le primarie di Palermo per risolvere beghe locali o mossi da secondi e tripli fini. Persone serie e preoccupate per il futuro della loro città a questo punto metterebbero da parte il proprio ego e le proprie aspirazioni, riconoscendo al vincitore l'onore e l'onere di riportare il centrosinistra a governare Palermo.
Quindi avanti con Ferrandelli. E, come ci ha insegnato proprio Guccini, "a culo tutto il resto".

Marco Campione. Socio e fondatore di Noveris Srl, si occupa di politiche formative. Ha scritto di politica scolastica su Europa e su alcune riviste on line del settore; è anche nella redazione de IMille. In segreteria del Pd lombardo, ha la responsabilità del settore Scuola e Università. Il suo blog è Champ's Version. Twitter: @marcocampione
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