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Settimanale di propaganda riformista

numero 61 del 15 maggio 2012

Le bombe intelligenti

Armi di riformismo di massa

Se n'è andato Luciano Cafagna

martedì 7 febbraio 2012. Categoria: Le bombe intelligenti, Autore: Antonio Funiciello

Se n'è andato Luciano Cafagna

La morte di Luciano Cafagna ci ha lasciato una tristezza grande appollaiata nel cuore. L'intelligenza di Cafagna era appassionata, fisica. La sua parola, come la sua penna, era discreta nel tono ma ingombrante nella capacità di comprensione, non concedeva distrazioni - non c'era aggettivo o subordinata piazzata a caso: ogni frase costruiva l'analisi con una lucidità davvero preveggente, poiché, lucida com'era, riusciva naturalmente a guardare più avanti. Così lo ha ricordato il Presidente Napolitano: «Cafagna è stato uno storico di alto profilo, tra i più autorevoli e brillanti della sua generazione; ancora nelle recenti celebrazioni dell'Unità d'Italia è emerso il valore dei suoi contributi, in particolare quello della sua interpretazione di Cavour. Oltre che studioso e docente di storia contemporanea altamente apprezzato, egli è stato una personalità di rilievo, politico e intellettuale, nelle file del Partito Socialista e della sinistra, un appassionato e combattivo analista e pubblicista».

Cafagna è stato un grande socialista: un intellettuale e un politico. Un intellettuale capace di porsi a distanza e analizzare con efficacia i problemi strutturali dell'Italia, dall'anomalo sviluppo industriale nostrano al labirinto di Cnosso della sinistra italiana. Un politico che si sporcava le mani - come ricorda oggi il direttore di Mondoperaio Covatta (e si leggano anche i begli articoli di Del Turco e Della Loggia) - e si impegnò in tal senso con Antonio Giolitti al ministero del Bilancio e alla Commissione europea, nonché sostenendo il nuovo corso socialista di Craxi «sull'onda - come scrive oggi Covatta - dell'indiscutibile superiorità della sua elaborazione culturale rispetto alla "terza via" di Berlinguer». Senza i più recenti libri di Cafagna ( La grande slavina, C'era una volta e Una strana disfatta) sarebbe stato molto più difficile comprendere quanto è accaduto al nostro sistema politico e all'Italia negli ultimi trent'anni. Certo, le interpretazioni e le spiegazioni di Cafagna non sono a sinistra diventate mainstream. Ma dopo tutto, in una sinistra come quella italiana, in cui si è riusciti a teorizzare la superiorità di chi capisce (?) i grandi avvenimenti solo dopo che sono accaduti, uno come Cafagna, che dal furore omicida dei comunisti a Budapest del '56, è sempre arrivato prima, non poteva che restare in minoranza.

Per noi più giovani, noi che lo abbiamo ascoltato alle iniziative di LIBERTA'eguale - di cui è stato il presidente fondatore, poi onorario - o chiacchierato con lui durante le riunioni di redazioni di Mondoperaio, resta l'insegnamento di un maestro vero, capace sia nella critica che nell'elogio di non essere mai paternalista, ma di indicare ogni volta la domanda successiva cui sempre rimandava ogni nostra, talvolta troppo rapida, risposta.

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Luciano Cafagna se n'è andato nella notte tra sabato e domenica scorsa, all'età di 86 anni. Il funerale avrà luogo a Roma, mercoledì 8 febbraio alle ore 11.00, presso l'Aula magna della Facoltà teologica valdese, in via Pietro Cossa 40.

Antonio Funiciello

Antonio Funiciello. Direttore di LIBERTA'eguale. Oggi scrive su Europa ed è redattore di Mondoperaio. Ieri ha scritto per il Riformista, l'Opinione, il Foglio, Ideazione e Le Ragioni del Socialismo. Ha ricoperto incarichi di direzione nei Ds e nel Pd. Lavora presso il gruppo parlamentare del Pd al Senato. Ha scritto per Donzelli Il politico come cinico. Twitter: @AntFuniciello


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