Settimanale di propaganda riformista

numero 103 del 14 maggio 2013

A letto con Marx

Il primo amore non si scorda mai

La sinistra strabica

martedì 21 febbraio 2012. Categoria: A letto con Marx, Autore: Marco Campione

La sinistra strabica

Di Celentano è già stato detto tutto e il contrario di tutto: questo dunque non è un articolo sul Superospite 2012 del Festival della Canzone. Diciamo che è uno spunto, l'ennesimo, per interrogarsi - con la schiettezza propria di questa testata - su dove stia andando la sinistra italiana. L'oggetto della predica sono stati in particolare Avvenire e Famiglia Cristiana, i giornalisti più critici con lui e la Consulta: alcuni degli obiettivi prediletti di Silvio Berlusconi.

Il problema non è quindi Celentano, ma ciò che sta attorno a lui e a quelli come lui. Prendiamo ad esempio la sua vicenda contrattuale. Ad un certo punto sembrava che saltasse tutto perché l'azienda non accettava che il molleggiato avesse carta bianca. Sono gli stessi problemi che ha avuto Santoro con La7 e Dandini con RAI3: l'azienda reclama il diritto di avere l'ultima parola su cosa va in onda e la superstar di turno urla alla censura. Riuscendo così a strappare - a seconda dei casi - un contratto più vantaggioso con la concorrenza oppure un ritorno di visibilità personale che potrà sempre venire utile un domani. Alle prime avvisaglie di problemi di questo tipo, ecco scatenarsi su Facebook, Twitter e nei giornali amici il fuoco di fila degli indignati di professione: petizioni, appelli, urla e strepiti più o meno virtuali, con un corredo di politicizzazione che se prima aveva gioco facile ("Berlusconi penalizza la RAI, sua concorrente!"), anche oggi trova qualche appiglio del tipo "con Monti non è cambiato nulla e il PD tace: inciucio!".

Qui siamo poi al paradosso che ci si è battuti per non censurare una persona che ha usato quella tribuna a spese (ingenti) del contribuente per chiedere, nel suo delirio fascistoide, di censurare due giornali. La sinistra, la sedicente sinistra dico io, sembra provare sempre più un debole per le persone intrinsecamente di destra. Ha cominciato con qualche innamoramento sporadico, ma oggi sembra essere una costante. Adorano Marco "Torquemada" Travaglio; applaudono Di Pietro, quello che contro il sovraffollamento delle carceri propone di costruirne di più; vanno in visibilio per un comico prestato alla politica che pensa che la battaglia per la cittadinanza sia solo un modo inventato da Monti e i suoi per non parlare della crisi. E si potrebbe continuare a lungo nell'elenco di questi individui legittimamente, ma profondamente, di destra di cui la sedicente sinistra si innamora.

È un problema che riguarda solo persone e personaggi? Purtroppo no:  si sprecano esempi di battaglie che a ben vedere possiamo considerare reazionarie. Fuori i privati dalla gestione dei beni comuni? Ottimo se si vogliono favorire gli sprechi e le clientele. La decrescita e il ritorno alla natura? Ricetta perfetta per i predicatori da salotto con il casale in campagna (di proprietà, ovviamente). La scuola non si tocca? Lasciamo allora che continui a perdersi per strada uno studente su cinque, facendo finta di non sapere che lavoro fa il padre, che titolo di studio ha sua madre e quanto guadagnano o da quale Paese provengono. No alla riforma del mercato del lavoro? Ma sì! Perpetuiamo l'apartheid che lo contraddistingue. E sono solo esempi, appunto.

Il predicatore talebano rappresenta purtroppo l'ultimo episodio e sbaglieremmo quindi a guardare il dettaglio perdendo la visione d'insieme. La visione d'insieme è quella di una sedicente sinistra ormai ridotta a cane di Pavlov; in questo speculare ad una sedicente destra svilitasi a cane (da guardia) di Silvio, dei suoi incubi, delle sue ossessioni. Che i beneficiari gongolino di questi consensi insperati è normale, che nessuno si accorga di stare dalla parte "sbagliata" ha risvolti patologici davvero deprimenti, se non inquietanti.

Una volta i riformisti erano considerati la "destra" della sinistra. Oggi ci sembra di essere rimasti l'ultimo baluardo per una parte politica, dato che altri hanno confuso per troppo tempo l'essere di sinistra con l'essere conservatori. Speriamo che si accorgano presto dell'errore: quando le destre si riconosceranno e faranno blocco comune avremo bisogno anche di loro per combatterle.

Marco Campione

Marco Campione. Socio e fondatore di Noveris Srl, si occupa di politiche formative. Ha scritto di politica scolastica su Europa e su alcune riviste on line del settore; è anche nella redazione de IMille. In segreteria del Pd lombardo, ha la responsabilità del settore Scuola e Università. Il suo blog è Champ's Version. Twitter: @marcocampione

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