Settimanale di propaganda riformista
numero 108 del 18 giugno 2013Le bombe intelligenti
Armi di riformismo di massa
Le città intelligenti d'Europa

«E' tempo di avere città e comunità intelligenti». Con queste parole, il Commissario europeo all'energia Oettinger ha lanciato il 21 giugno l'iniziativa europea sulle Smart Cities. Secondo il Commissario infatti: «Le città ed i partner industriali sono pronti per sviluppare soluzioni integrate sostenibili che offrano energia pulita, sicura e a prezzi accessibili ai cittadini, in grado di ridurne i consumi e creare in questo modo nuovi mercati».
Circa tre quarti della popolazione dell'UE vive in città o nelle sue immediate vicinanze e la tendenza all'urbanizzazione è progressiva sia su scala europea che mondiale. Le aree urbane in Europa consumano circa il 75% dell'energia ed emettono circa la stessa quota di gas serra. Urbanizzazione e globalizzazione corrono insieme.
Il finanziamento iniziale che l'UE intende mettere a disposizione è di circa 80 milioni di euro per cui si prevede lo sviluppo di progetti pilota innovativi in alcune città europee. Non solo: sul versante dei consumi, l'appalto pubblico riveste circa il 30% del PIL europeo. Inserire all'interno dei bandi pubblici requisiti che prevedano la sostenibilità ambientale del prodotto o del servizio richiesto significa incidere notevolmente sui mercati.
Le autorità locali sono infatti attori chiave per lo sviluppo e per la lotta al cambiamento climatico. Il progetto europeo lanciato da Oettinger è ambizioso, si tratta di un'iniziativa industriale intersettoriale rivolta allo sviluppo di "soluzioni di risparmio energetico nelle città". Al momento, si è in attesa della pubblicazione del primo bando che dovrebbe uscire il 19 luglio e dell'avvio della piattaforma degli stakeholders attesa per novembre 2011. Secondo le previsioni, l'iniziativa dovrebbe evolvere in un partenariato europeo per l'innovazione, ovvero in una delle iniziative faro previste dalla strategia "Europa 2020".
L'impostazione dell'iniziativa europea sembra corrispondere in modo interessante anche agli studi dell'economista tedesco Hans Diefenbacher in merito alla creazione di un indice di misurazione della prosperità del paese al di là del prodotto interno lordo. Diefenbacher ha infatti presentato al Ministero dell'Ambiente tedesco un indice di prosperità nazionale che contiene 21 criteri divisi in tre categorie: sociale, ambientale ed economica. Tra la prima viene calcolato, il divario di reddito, il valore del lavoro domestico e di volontariato, il costo degli incidenti stradali, i danni causati dalla criminalità, i costi di droga, alcol e tabacco. Della secondo categoria, i danni causati all'ambiente, la perdita di terreni agricoli, zone umide, l'importanza delle energie rinnovabili. Rispetto alla terza, la bilancia dei pagamenti.
Una prima applicazione di questo indice si è avuta nell'analisi della regione tedesca dello Schleswig-Holstein. Situato al confine con la Danimarca, lo Schleswig-Holstein è un'area tendezialmente rurale. Mentre il PIL tedesco è cresciuto del 7,4% dal 1999 al 2008, quello dello Schleswig-Holstein solo dello 0,2%. Eppure, secondo i calcoli di Diefenbacher riportati a maggio, la situazione è meno negativa rispetto a come sembra. Dal 1998, l'indice di prosperità regionale è aumentato del 9,4%, mentre quello nazionale è sceso del 3,2%. Le ragioni di questa discrepanza: nello Schleswig-Holstein la crescita del reddito è stata inferiore che altrove, ma allo stesso tempo è risultata anche meno ineguale, inoltre il consumo di energia è diminuito, le energie rinnovabili sono cresciute più rapidamente che nel resto del paese ed i costi relativi alla lotta contro la criminalità sono diminuiti.
In qualche modo, la volontà politica che accompagna l'iniziativa europea delle Smart Cities va anche in questa in direzione: una crescita intelligente. Ovvero incentivare la competitività degli ambienti urbani sviluppando soluzioni innovative rivolte alla lotta al cambiamento climatico, ma anche all'inclusione sociale e alla mobilità. Alloggi sicuri per malati di Alzheimer grazie alla domotica, monitoraggio e teleassistenza per gli anziani, sistemi di rilevamento delle auto in città che ne riducano il traffico, acquisto di biglietti dell'autobus tramite sms, mobilità elettrica, piattaforme tra scuole e aziende, etc. Sono solo alcuni degli esempi che possono contribuire a rendere le città luoghi di aggregazione inclusivi, sostenibili e allo stesso tempo motori di sviluppo economico e attrattori di talenti e di investimenti grazie alla costituzione di importanti partenariati pubblico-privati. Un appello deve essere formulato anche all'Italia affinché non si faccia sfuggire questa opportunità per rilanciare il dinamismo dei propri territori ed insieme promuovere il tessuto industriale locale e nazionale che potrebbe esserne coinvolto. Torino, Genova, Firenze per ora sembrano essere in prima fila.
Sul piano politico, non può mancare un invito al PD a farsi autore di una proposta di costituzione di un comitato interdisciplinare di studiosi di rilievo internazionale per affrontare il legame tra crescita e sviluppo, come avvenne in Francia con Sarkozy (che riunì Sen e Stiglitz). Fu una bella mossa per il Presidente francese e rappresenterebbe oggi un'importante occasione per accompagnare il processo di riforme strutturali che l'Italia non può più attendere.

Elisa Filippi. Lavora a Bruxelles, dove si occupa di politiche europee di interesse urbano. Attiva nei comitati di costituzione del Pd, è iscritta al Pd del Trentino.
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