Buon Compleanno!

Settimanale di propaganda riformista

numero 61 del 15 maggio 2012

Le bombe intelligenti

Armi di riformismo di massa

Super Mario vs Tutti

martedì 20 dicembre 2011. Categoria: Le bombe intelligenti, Autore: Matteo Maltinti

Super Mario vs Tutti

La fiducia incassata a Montecitorio dal governo Monti sulla manovra "Salva Italia" segna uno spartiacque decisivo per questa legislatura; al netto dei malumori, dei mal di pancia e delle polemiche tornare indietro adesso è diventato impossibile. Tutte le forze che sostengono questo governo d'emergenza ora dovranno dimostrare di sapere tenere dritta la barra del timone, dopo la difficile prova della mediazione parlamentare per migliorare e rendere più equa su alcuni punti questa manovra; in particolar modo PD e PDL, che sono sì i partiti più grandi ma anche quelli dove il dibattito interno risulta più acceso e "ingombrante" mediaticamente parlando.

Tralasciando il progressivo cedimento strutturale del PDL, che continua a perdere pezzi dopo l'abdicazione forzata del leader unico e la conseguente diminuzione della sua presenza sulla scena politica, chi non può assolutamente permettersi tentennamenti o atteggiamenti ondivaghi verso il governo Monti è proprio il PD. Non è infatti un mistero che il sostegno al governo dei professori sia stato accettato più che altro passivamente e senza entusiasmo, come il bambino malato accetta di prendere la medicina amara, anziché cogliere quest'occasione per permettere al partito tutto di delineare chiaramente i propri obiettivi naturali, che dovrebbero essere quelli di una grande forza riformista di centrosinistra. Deve essere chiaro a tutti che l'alternativa a questo governo è il baratro; non sarà una passeggiata né tantomeno un'allegra scampagnata mettere mano alle riforme necessarie per mettere al riparo il nostro Paese dall'incubo default, i provvedimenti annunciati e messi per iscritto si prospettano dolorosi e "pesanti". Eppure non c'è altra soluzione: quello che doveva essere fatto per intero da almeno una ventina d'anni, come la riforma del sistema previdenziale, ora si deve fare in pochi mesi, e non per fare cassa, bensì perché siamo un unicum (in senso negativo) in tutta Europa. Stesso discorso per l'annunciata riforma del mercato del lavoro: come si comporterà Bersani ora che il ministro Fornero ha fatto proprie le proposte del senatore Ichino? Continuerà ad affidarsi al disco rotto di Fassina e della cosiddetta ala lavorista del PD, quella che si trincera (scorrettamente) dietro la difesa dei diritti acquisiti per non farsi carico dell'eliminazione del dualismo fra garantiti e non garantiti nel mondo del lavoro? Ci sarà il solito stucchevole appiattimento sulle posizioni della CGIL e degli altri sindacati oppure si avrà il coraggio di professare fino in fondo l'autonomia della politica, smentendo collateralismi anacronistici e ormai superati?

Nessuno può realmente pensare di andare al voto solo perché adesso è stata licenziata la manovra; non è il momento di tirare sospiri di sollievo o di pensare "bene, è tutto passato, ora al voto", piuttosto è il momento di concentrarsi su come affrontare il dopo-manovra e fornire sempre nuovi impulsi al governo per l'approvazione di misure sulla crescita, poiché il riordino dei conti pubblici da solo non basta. E'il momento per il PD, che nel 2007 si è proposto come forza innovativa e in discontinuità rispetto al passato, di far valere fino in fondo e con orgoglio il proprio bagaglio culturale riformista: al tavolo delle riforme in concertazione con il governo dovranno essere le sue proposte le prime a essere messe sul piatto della bilancia, per promuovere le liberalizzazioni e altri provvedimenti necessari come la riforma del welfare e del mercato del lavoro. E'un'occasione talmente ghiotta per dimostrare la propria credibilità e allargare i propri orizzonti oltre lo zoccolo duro della sinistra tradizionale, che sarebbe davvero un peccato sprecarla.

Matteo Maltinti

Matteo Maltinti. Nato a Bologna nel 1992, ha conseguito la maturità classica presso il liceo Marco Minghetti. Attualmente è studente al primo anno presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Bologna. Iscritto al PD da maggio del 2010.

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